Laboratorio Cellula Staminale Milano
Mark Pook metterà a disposizione di questo studio il modello murino e si occuperà di somministrare ai topi con AF il CTMIO, mentre le analisi di laboratorio verranno effettuate in Australia dal gruppo del Dott. DIAGNOSI PRECOCE PER INTERVENTO TEMPESTIVO (AGI) - Milano - Diagnosi precoce della malattia di Alzheimer per un intervento terapeutico tempestivo e uso elevato di dosi dei farmaci. Questa la scoperta italiana realizzata da un team di ricercatori guidati da Cesare Peschle dellIstituto superiore di sanità (Iss) e da Gianluigi Condorelli dellIrccs MultiMedica di Milano, in collaborazione con i colleghi dell'università della California di San Diego, in Usa. In laboratorio, infatti, è stata dimostrata la sua capacità di aumentare la sopravvivenza dei neuroni e di promuovere la crescita dei prolungamenti cellulari dei neuroni (dendriti e assoni). Diversi gruppi di ricerca internazionali hanno pubblicato studi relativi a trapianti di cellule staminali del midollo osseo su topi, che hanno avuto buoni risultati in termini di differenziazione cellulare e, in vari casi, efficacia terapeutica. Cells in uno studio coordinato da Paola Bruni, ordinario di Biochimica nella facolta' di Scienze matematiche, fisiche e naturali dell' Universita' di Firenze, insieme a Chiara Donati (ricercatrice di Biologia applicata alla facolta' fiorentina di Medicina e chirurgia) e ad altri giovani ricercatori dell'ateneo, ed effettuato in collaborazione con ricercatori dell'Universita' Vita-Salute San Raffaele di Milano e dell'Universita' di Milano-Bicocca. In precedenza nel laboratorio fiorentino era stato dimostrato che questa molecola esercita importanti effetti biologici su cellule muscolari. CD34 e CD133, che vengono infine prelevate dal terreno di coltura, isolate e trasportate all’ospedale Nan Shan, situato sempre a Shenzhen, a poca distanza dal laboratorio della Beike. Inoltre, gli studiosi studieranno le cellule staminali neuronali del cervello dei ratti adulti che, dopo essere state differenziate in laboratorio, saranno impiantate nella corteccia cerebrale lesionata di ratti geneticamente identici. CD39 provoca la persistenza dell'ATP nell'ambiente extracellulare che, interagendo con i suoi recettori, mantiene uno stato elevato di attivazione del sistema immunitario, il quale puo' cosi' finire fuori controllo.
Mario Negri di Milano nel corso di uno studio svolto in collaborazione con l’Istituto neurologico Besta di capoluogo lombardo e l’Università di Losanna, pubblicato su Plos One.
Lim, del Centro di Biologia Molecolare Severo Ochoa dell’ Universitá Autonoma di Madrid, ha spiegato com’é nata l’idea di riunire gli sforzi (laboratorio – ospedale) lavorando insieme a questo progetto, e poter così applicare quanto prima i risultati ai pazienti. Banca del Sangue rilascia un attestato di purezza, il sangue passa infine al laboratorio della Beike, situato a Shenzhen. Dolado ha sviluppato un sistema di rilevazione di fusione cellulare con topi transgenici BMDC con Cr Recombinasi, e topi R26R Cr reporters con il gene marcatore.Il farmaco, finora utilizzato per contrastare l'ormone della gravidanza (progesterone), riuscirebbe infatti a difendere le cellule nervose dalla morte cellulare programmata (apoptosi) legandosi ai recettori degli steroidi.
STAMPA Lo stato della ricerca attuale conferma che le cellule staminali sono pluripotenti, mantengono cioè capacità proliferative durante tutta la vita dell'individuo, e si dividono asimmetricamente, con una delle due cellule figlie che rimane di tipo staminale e l'altra che inizia il processo differenziativo. Ci sono anche dei codoni, denominati “codoni di arresto”, in corrispondenza dei quali la sintesi proteica si arresta, segnalando così quando fermarsi al meccanismo cellulare che produce la proteina. E' stato dimostrato che il Pioglitazone è in grado, nelle colture cellulari e nei modelli animali, di proteggere i neuroni modulando l’espressione di vari enzimi del metabolismo ossidativo e di enzimi antiossidanti. Júlio Voltarelli, coordinatore di questo studio, si è presentato alla camera dei deputati degli Stati Uniti con un paziente diabetico trapiantato per appoggiare una legge del Congresso Americano (Patient First Act) che vuole rendere disponibili terapie cellulari ai cittadini americani così come in Brasile. Nella loro ricerca, gli scienziati coordinati da Cossu hanno preso come modello topi di laboratorio affetti dalla 'distrofia dei cingoli', che colpisce i muscoli delle spalle e delle anche, e sono partiti dalla conoscenza che in questa malattia il danno muscolare e' causato da un gene difettoso che impedisce la produzione di una proteina, alfa-sarcoglicano, capace di rendere elastica la membrana delle fibre muscolari. Si pensa che l'atassina-1 mutata blocca le azioni di altre proteine, chiamate fattori di trascrizione, che sono essenziali per la normale funzione cellulare. Cnr, Speranza Guarigione Per Bambini Affetti Da Sindrome Omenn ASCA - (ASCA) - Roma, 2 mag - Per i bambini affetti dalla Sindrome di Omenn c'e' una speranza di guarigione in piu', grazie al modello animale della malattia realizzato, mediante tecniche di ingegneria genetica, nei laboratori del Reparto Genoma Umano dell'Istituto di tecnologie biomediche (Itb) del Consiglio nazionale delle ricerche di Milano. Luigi Naldini dell'Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica (HSR-TIGET) di Milano e testato con successo su un modello animale di emofilia. CD39 svolge il ruolo di enzima che riduce la concentrazione di ATP (adenosintrifosfato), molecola normalmente contenuta all'interno delle cellule e la cui presenza nell'ambiente extracellulare funge da allarme che allerta ed attiva il sistema immunitario. Finora gli incoraggianti risultati sono stati raggiunti sugli animali di laboratorio, ma il ricercatore dell'Iss è convinto che la sperimentazione sull'uomo possa iniziare in tempi relativamente brevi. Questa tecnica, spiega Naldini, rende praticabile l'uso delle staminali per la terapia genetica cellulare e infatti gli esperti hanno gia' dimostrato la possibilita' di curare con questa piattaforma terapeutica topolini con l'emofilia. Sala consiliare del Comune di Vignate, in provincia di Milano. Institute riguarda un laboratorio che per requisiti tecnologici e standard qualitativi non ha eguali in Europa. Ha dichiarato Filippo Buccella, presidente di Parent Project Onlus – Adesso, così come auspicato nei mesi scorsi dallo stesso Sweeney durante il convegno che abbiamo organizzato a Milano, in altri laboratori questi dati saranno verificati e potranno contribuire alla progettazione di nuovi approcci terapeutici anche per altre malattie genetiche. In particolare, il team ha utilizzato un tipo di staminali, quelle ottenute dalle neurosfere, ovvero gli agglomerati cellulari progenitori delle cellule cerebrali.Il lavoro è stato coordinato da Paola Bruni, ordinario di Biochimica alla Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali dell'università di Firenze, insieme a Chiara Donati, ricercatrice di Biologia applicata della Facoltà di Medicina e chirurgia, e ad altri giovani studiosi dell'ateneo toscano, ed è stata condotta in collaborazione con scienziati dell'università Vita-Salute San Raffaele e dell'università Bicocca di Milano.
Progetto Nobel della Fondazione Cariplo e dal Comitato Telethon e condotta in collaborazione con altri enti di ricerca, tra cui l'universita' di Brescia, il Telethon Institute of Gene Therapy del San Raffaele di Milano e l'Istituto di Ricerca Biomedica di Bellinzona (Svizzera), la ricerca apre nuove prospettive nella comprensione di questa patologia.I risultati consentirebbero ai ricercatori di capire l’evoluzione dei trapianti e avere dati utili qualora si dovesse elaborare una terapia cellulare come parte del trattamento delle malattie che avanzano con la morte neurologica.
In laboratorio, ha spiegato Peschle, ''abbiamo osservato che nel cuore ipertrofico di topi si registrava una bassa quantita' di Mir-133, molecola normalmente presente nel cuore''.
Burckhard Seelig, co-autore di questa ricerca, hanno usato una tecnica denominata esposizione del mRNA (RNA messaggero, ndt), precedentemente messa a punto nel laboratorio di Szostak, che permette l'identificazione e l'amplificazione di proteine che rispondono a determinati criteri.
Tutte queste tecnologie, concludono gli esperti, permetteranno sempre piu' di praticare una terapia genica o cellulare controllata e mirata solo dove serve. Perciò si ritiene che la fusione cellulare spiegherebbe le scoperte istologiche osservate con microscopio elettronico, da cui emerge che le nuove cellule presentano due nuclei e un marcatore supplementare. Relatore dell'incontro Giovanni Meola, ordinario di Neurologia all'università degli Studi di Milano e direttore dell'Unità operativa complessa di Neurologia e stroke unit all'Irccs Policlinico San Donato di San Donato Milanese.I risultati consentirebbero ai ricercatori di capire l’evoluzione dei trapianti e avere dati utili qualora si dovesse elaborare una terapia cellulare come parte del trattamento delle malattie che avanzano con la morte neurologica.
Inoltre, gli studiosi studieranno le cellule staminali neuronali del cervello dei ratti adulti che, dopo essere state differenziate in laboratorio, saranno impiantate nella corteccia cerebrale lesionata di ratti geneticamente identici.Sua missione principale è velocizzare il passaggio delle scoperte nel campo neurologico, strumenti diagnostici e terapie inclusi, dalla ricerca di laboratorio ai pazienti affetti da malattie neurologiche quali l'Alzheimer.
Europa all’esperimento Idebenone con la collaborazione del laboratorio Santhera.
Ci ha anche detto che gli antiossidanti sono importantissimi per i nostri bambini e per chiunque abbia problemi di ossidazione cellulare. A tal fine, i ricercatori hanno esaminato migliaia di piccole molecole per scoprire se avrebbero rafforzato o soppresso l'abilità della rapamicina di rallentare la crescita del lievito, che è stato scelto come organismo di studio perché è monocellulare ed è quindi meno complesso a fini di controllo. L'approccio prefigurato dagli scienziati implica dunque il prelievo dei mesoangioblasti dai vasi sanguigni del paziente (Cossu ha affermato che oggi e' possibile ricavarle da piccole biopsie muscolari in un individuo adulto), la loro manipolazione genetica con l'inserimento di un gene sano e la riproduzione delle cellule in laboratorio prima della loro reimmissione nel circolo ematico del paziente, attraverso l'arteria femorale. E' il commento dato a margine dell'incontro che lo vede tra gli scienziati premiati in Campidoglio da Angelo Vescovi, direttore dell'istituto di ricerche sulle cellule staminali Dibit, ospedale San Raffaele di Milano. Nuove prospettive per la cura della distrofia muscolare potrebbero nascere da una ricerca italiana, che ha messo a punto armi sperimentali per ridare vitalita' ai muscoli atrofici in topi da laboratorio affetti dalla malattia. Nature Medicine, e' opera di un team di ricercatori italiani guidati da Cesare Peschle, dell'Istituto superiore di Sanita' (Iss), e da Gianluigi Condorelli dell'Irccs Multimedica di Milano, in collaborazione con ricercatori della University of California di San Diego. Dipartimento di Genetica e Biologia Molecolare - Università La Sapienza di Roma, condotto con la tecnica dell’exon skipping che proseguirà con la sperimentazione sull’uomo con antisenso chimerici; Pier Lorenzo Puri, del Burnham Istitute di La Jolla – California, basato sull’applicazione di alcuni agenti farmacologici chiamati inibitori delle deacetilasi e Giulio Cossu, dell’Istituto San Raffaele di Milano, con le cellule staminali.I neuroni progenitori vengono coltivati in colture cellulari e successivamente si elimina l’oncogeno per una loro utilizzazione sicura in studi farmacologici.
Lim é di ottenere linee neuronali stabili e riproducibili in laboratorio, come base di studi farmacologici che permettano di scoprire l’attività di vari composti sulle cellule bersaglio delle malattie atassiche, ovvero i neuroni. Il lavoro è stato coordinato da Paola Bruni, ordinario di Biochimica alla Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali dell'università di Firenze, insieme a Chiara Donati, ricercatrice di Biologia applicata della Facoltà di Medicina e chirurgia, e ad altri giovani studiosi dell'ateneo toscano, ed è stata condotta in collaborazione con scienziati dell'università Vita-Salute San Raffaele e dell'università Bicocca di Milano. Il gene con l'interruttore viene poi inserito nelle cellule staminali usate per la terapia cellulare. PhosChol è composto principalmente da fosfolípidi**, i componenti naturali delle membrane cellulari.Centri diversi (l'Universita' di Roma, il Policlinico e il San Raffaele di Milano, il San Matteo di Pavia) coordinati da Giulio Cossu, direttore dell'Istituto per le cellule staminali del San Raffaele, che il 10 luglio ha illustrato il lavoro fatto, insieme ai colleghi che hanno collaborato e a Peter Stern, senior editor di Science.